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ULTIM’ORA – È morto Rutger Hauer, indimenticabile “replicante” in Blade Runner

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È morto a 75 anni Rutger Hauer, l’attore olandese che divenne popolare in tutto il mondo per il suo ruolo in Blade Runner di Ridley Scott accanto ad Harrison Ford. Lo ha reso noto il suo agente ad esequie avvenute.

Il replicante di Blade Runner era da decenni nel cuore di tantissimi ammiratori. La notizia della sua morta è arrivata dall’agente Steve Kenis che a Variety ha detto che l’attore è morto il 19 luglio nella sua casa olandese. Il funerale di Hauer si è svolto oggi 24 luglio. Una lunghissima carriera, la sua, con di più di 170 titoli. Ma la popolarità la deve al film di Ridley Scott accanto a Harrison Ford.

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire“.

Con questo celeberrimo monologo, quello sguardo dagli occhi di ghiaccio e il grande talento per portare sul grande schermo l’ambiguità di Roy Batty è entrato nella storia del cinema. E con quel monologo oggi viene ricordato sui social dove tra i primi a omaggiarlo c’è stato il regista messicano Guillermo Del Toro. Nei tanti aneddoti che accompagnano quel film così iconico si dice anche che Hauer, che Scott aveva scelto dopo averlo visto in Fiore di carne e Soldato d’Orange, avesse suggerito egli stesso al regista come girare la scena. Ossia con la colomba bianca in mano, e avesse anche improvvisato alcune frasi del monologo. Il film, girato nel 1982, è ambientato nel 2019 per cui si può dire che l’attore è morto nell’anno in cui il suo personaggio più iconico moriva nella finzione cinematografica.

Photo credits: Twitter

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore. Segui Domenico su Facebook Segui Domenico su Linkedin

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