Nutella: una multa da 375.000 euro per frode

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La Nutella uno dei prodotti italiani più conosciuti al mondo perché prodotti dalla Ferrero è stata portata in tribunale. La società di supermercati francese Intermarche’ è stata condannata a pagare una multa di € 375.000 dalla direzione generale della concorrenza del consumo e della repressione delle frodi.

Tutto ciò è accaduto in Francia dove la Nutella è stata venduta con uno sconto del 70% sul prezzo di listino. Un volantino della nota società di supermercati francese riportava la scritta “nei nostri supermercati potete comprare un barattolo di crema Nutella da 950 g a 1,41€ anziché € 4,70”. La notizia ha scatenato la rissa e ha visto migliaia di persone affollare gli scaffali dove era esposta la Nutella e accaparrarsi la scorta annuale.”Le persone si sono affrettate, hanno spinto tutto, l’hanno rotto.”, Ha detto a AFP un impiegato di un Intermarché a Forbach (Mosella), preferendo rimanere anonimo. “Eravamo sul punto di chiamare la polizia”. Un grande successo per la catena di supermercati che però li ha portati a pagare cara la campagna di marketing, infatti a quasi un anno dal via é arrivata la condanna al risarcimento del danno di immagine. Un vero successo commerciale per le vendite che però è costato caro al supermercato Intermarché. Molti clienti hanno ripreso le scene quasi da guerriglia civile che hanno condotto portato a corse tra gli scaffali non appena aperte le porte del supermercato. La vendita al sottocosto ha avuto un grande successo poiché ha spinto i clienti affluire in massa e comperare anche altri prodotti, una vera caccia all’ affare oltre che riempire i carrelli di Nutella.

La plateale operazione non è sfuggita al garante francese dei prezzi. A distanza di un anno Intermarché è stato costretto a pagare un risarcimento di €375.000 sotto forma di multa. In Francia diversamente che in Italia le vendite sottocosto sono vietate sotto alcuni limiti poiché ritenuti un sistema che ingolfa il mercato e non garantisce un prezzo . La Ferrero aveva indicato uno sconto molto meno inferiore rispetto a quello che è stato applicato dal supermercato cioè del del 70%. In Italia la politica del sottocosto è abbastanza libera ragion per cui lo stesso prodotto viene venduto con un prezzo finale differente e a volte portando il consumatore ad essere disorientato e a porsi problemi sulla qualità.

Photo Credits Istagramm

Sofia Petti

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