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#salviamoElisa, 50 giorni per trovare il donatore: una corsa contro il tempo da Fiorello e Anastacia

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Una corsa contro il tempo per salvare Elisa, la bambina affetta di leucemia per la quale bisogna trovare un donatore di midollo osseo entro 50 giorni: da Fiorello ad Anastacia, tanti personaggi famosi che hanno condiviso l’appello lanciato dai genitori.

La piccola Elisa ha tre anni ed è affetta da una rara forma di leucemia. Ad agosto, i genitori Sabina e Fabio avevano lanciato un primo appello, ma ancora non è stato trovato un donatore di midollo osseo compatibile. Il papà Fabio ha sempre creduto in un miracolo e tutt’ora ci spera e al quotidiano La Stampa ha dichiarato: “Con l’aiuto di tutti ce la possiamo ancora fare. Il nostro messaggio deve raggiungere gli angoli remoti dell’universo. Ognuno può darci una mano: condivida la pagina e, se ne ha le caratteristiche, si iscriva ai donatori. I miracoli a volte avvengono“.

Su Facebook è stata creata una pagina apposita Salviamo Elisa. All’interno vi sono tutte le informazioni per diventare donatore di midollo. Alla piccola sono rimasti una cinquantina di giorni per riuscire a trovare in tempo il donatore di midollo osseo compatibile. Elisa è ricoverata all’ospedale il Bambino Gesù di Roma e il professor Franco Locatelli, direttore del Dipartimento di onco-ematologia pediatrica e medicina trasfusionale, ha fatto sapere che la bambina ha iniziato il quinto ciclo di chemioterapia sperimentale e al massimo potrà sostenere un altro ciclo.

La piccola Elisa originaria di Pordenone è accudita e assistita continuamente dalla mamma Sabina e il papà Fabio. L’appello lanciato dai genitori è stato condiviso da tanti personaggi dello spettacolo, come Fiorello e Anastacia. A ricondividere l’appello anche Umberto Tozzi, Fausto Leali, Paolo Ruffini, Paolo Conte, Francesco Acerbi. Il padre di Elisa ha fatto sapere sempre tramite La Stampa: Il nostro è un messaggio che sensibilizza a tipizzarsi, che invita a donare il midollo, a condividere le informazioni affinché tutti sappiano che con un semplice e immenso gesto d’amore è possibile salvare una vita. La tipizzazione fatta oggi, in un qualsiasi centro trasfusionale, potrebbe aiutare un bambino domani o tra dieci anni: magari non lo saprete mai, ma avrete dato la speranza a qualcuno grazie alla sola diffusione di questo annuncio”.

Photo Credits Facebook

Redazione

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