Carlo d’Inghilterra rompe la tradizione e si rifiuta di vivere a Buckingham Palace da Re

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Il principe Carlo d’Inghilterra ha deciso di interrompere una tradizione che dura da quasi due secoli, una volta che salirà sul trono. 

Da settimane i tabloid britannici non fanno che parlare dell’operazione London Bridge, ossia tutto quello che accadrà i giorni seguenti la morte  della Regina Elisabetta. Il primo in successione per linea dinastica è il figlio, il principe Carlo di Galles e sarà proprio lui a tenere il primo discorso dopo la dipartita di Sua Maestà. L’erede al trono ha fatto sapere che quando diventerà re non abiterà a Buckingham Palace, come hanno fatto tutti i sovrani del Regno Unito dal 1837, quando la regina Vittoria si trasferì per prima a Palazzo.

Ad essere d’accordo con il principe di Galles di non abitare nel sontuoso e costoso palazzo è il figlio, il principe William che all’idea di doversi trasferire un giorno a Buckingham Palace con la moglie Kate Middleton e i suoi tre figli lo fa rabbrividire. Infatti è stato deciso di trasformare un’ala della residenza a una mostra perenne dedicata alla Regina Elisabetta II e il suo lungo regno e le altre stanze saranno dedicate ad uffici, mentre i saloni saranno aperti al pubblico. Il Palazzo non è mai piaciuto ai sovrani e ai sudditi, ma è stato sempre elemento d’attrazione turistica.

L’intera residenza ha una superficie di 77mila metri quadri, con 775 stanze, di cui 52 camere da letto, 92 uffici, 188 alloggi per la servitù e 78 bagni. Pochi mesi fa, il Parlato ha approvato un restauro da 369 milioni di sterline per Buckingham Palace e per poter compiere tutti i lavori di ristrutturazione l’appannaggio della Regina che riceve dal ministero delle Finanze è aumentato fino alla cifra di 7 milioni di sterline al mese. Al momento non si conosce la residenza scelta da Carlo, quando salirà sul trono, ma la Royal Family dispone di molti altri edifici, come Windsor, Sandringham, Balmoral, Highgrove, ma sicuramente non sarà uno di questi palazzi ad essere scelto, perché non si adattano alle esigenze di un sovrano.

Photo Credits Facebook

Redazione

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