Donatella Versace ha raccontato in un’intervista esclusiva del periodo duro che ha vissuto dopo l’omicidio del fratello Gianni e di tutti gli errori che ha commesso.
Donatella Versace è stata intervista dal The Guardian e durante la chiacchierata ha parlato di tutte le difficoltà che ha incontrato in questi anni e in particolare dopo la tragica notizia dell’omicidio del fratello Gianni Versace, la mattina del 15 luglio 1997 a Miami. “Quando mio fratello è stato ucciso, ho avuto gli occhi di tutto il mondo addosso e il 99% di loro ha pensato che non avrei provato. E forse ho pensato la stessa cosa, in un primo momento. Mio fratello era il re e tutto il mio mondo mi era caduto addosso“, Donatella ha raccontato di come il dolore per la perdita di Gianni l’avesse trasformata in una persona fragile e di tutte le dure prove che ha dovuto affrontare.
Sono stati anni duri per la stilista italiana che si è ritrovata ad occupare il posto del fratello Gianni: “Per i primi cinque anni ero perduta. Ho fatto molti errori. Sono stata la sua bambola e la sua migliore amica. Mi ha fatto indossare vestiti molto cool, mi ha portato in discoteche e club da quando avevo 11 anni. È stato il periodo migliore della mia vita”. Oggi, Donatella è tutta un’altra persona. Una donna sicura, che resta fedele a se stessa e che ha fiducia di sé. Tutto questo lo trasmette in ogni sua creazione e non cela il senso di smarrimento che ha vissuto dopo l’addio a Gianni.
Donatella ce l’ha fatta a trovare l’uscita dal quel tunnel buio in cui ha vissuto nei primi anni dopo la scomparsa del fratello ed ha trovato la forza per riportare alla gloria il marchio della medusa dopo le difficoltà che hanno avvolto l’azienda nel 2004. Il segreto di questa grande forza della stilista 62enne è uno ed è lo stesso che conferma con ogni collezione il successo del marchio Versace: “Darsi fiducia” esattamente come negli anni 90 quando il duo Versace ha conquistato il mondo e ha creato le top modell: “Avrei voluto dire a me stessa: sii forte e resta fedele a te stessa. Oh, ci sono molte cose che mi sarebbe piaciuto dire! Tra tutte queste: segui il tuo istinto e non cercare di essere Gianni. Avevo dato ascolto a tutti gli altri, e poi ho capito: chi era la persona a cui mio fratello dava retta? Io. Ho lavorato con lui ogni giorno. Ero molto di più di una musa“.
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