I sex robot stanno per conquistare la terra e la Fondazione Internazionale di Robotica ha spiegato i pro e i contro dei surrogati umani.
Nel 1999 usciva nelle sale cinematografiche L’uomo bicentenario, che racconta la storia della famiglia Martin e del robot Andrew che dopo le diffidenze iniziali, viene accettato dalla famiglia e stringe un legame molto forte con la Piccola Miss. Ora sembra che sia arrivato il momento che i robot entrino a far parte della vita reale. La Foundation for Responsible Robotics (Frr) è una fondazione internazionale che analizza i problemi etici e morali legati alle macchine moderne. Infatti già quattro aziende producono robot sempre più simili all’essere umano, distinguendo per genere sessuale maschile o femminile, con tutte le capacità per poter interagire parlando autonomamente con le persone umane.
Questi nuovi compagni tecnologici sono chiamati Sex robot, perché sono visti come una forma di feticismo sessuale, ma la fondazione internazionale ha redatto una statica, che è stata dal Daily Telegraph. I risultati di questa indagine hanno mostrato tutti i vantaggi che si possono ottenere con un robot: compagnia e terapia per le persone anziane, sole e disabili; una coppia che vive una relazione a distanza può continuare ad avere rapporti sessuali con il robot che replica le prestazioni del partner e secondo alcuni scienziati sarà possibile far parlare l’amico tecnologico con la voce del proprio amato.
La Frr ha deciso di rendere noto i risultati delle loro ricerche perché già due terzi degli uomini e il 30% delle donne apprezzano i sex robot, che costano dai 5 mila ai 14 mila euro, perché fra qualche anno diventerà un fenomeno di massa e non bisogna sottovalutare tutti i rischi. Questi robot hanno anche delle controindicazioni. Ad esempio, in alcune case di riposo vengono già utilizzati per far compagnia agli anziani, ma tra di loro possono esserci persone che soffrono di Alzheimer e non potrebbero essere in grado di distinguere l’essere umano dal robot. Un’altra preoccupazione è data dalla paura che le persone possano isolarsi dalla vita reale, fino ad arrivare a contrarre una forma di dipendenza. La preoccupazione maggiore è data dai modelli di sex robot creati con una personalità timida o riluttante, così da poter pensare di costringere l’amico tecnologico a fare sesso. In Giappone, la Trottla ha deciso di produrre le scolarette robots, a grandezza naturale, ideate per i pedofili perché secondo l’azienda e il fondatore Shin Tagaki in questo modo non c’è l’abuso di bambini, ma di bambole robot.
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