Dario Fo e Franca Rame: una grande storia d’amore, di successi e di tempeste

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A tre anni dalla morte di Franca Rame ora anche Dario Fo se n’è andato. Ecco come ha vissuto una delle coppie più solide e belle della cultura italiana.

Lei se n’è andata il 29 maggio 2013. Adesso anche lui la segue (LEGGI ANCHE: MORTO DARIO FO, ADDIO AL GIULLARE DEL TEATRO ITALIANO). È bello immaginare che la loro grande storia d’amore prosegua ancora. Oltre tutto, oltre la morte. Perché Dario Fo e Franca Rame sono stati una coppia bellissima: più di sessant’anni di vita artistica e sentimentale condivisi fra battaglie, gioie, avversità, tempeste (LEGGI ANCHE: MUORE DARIO FO: SI CHIUDE L’ERA DEGLI ARTISTI A TUTTO TONDO). Come ricorda Egle Santolini sulla Stampa online. Insieme ai tempi dei trionfi nei teatri ufficiali, nella storica Canzonissima della Rai. Ma anche nella stagione dei circuiti alternativi legati alla sinistra milanese. E insieme, soprattutto, nel trauma più doloroso, quello della violenza sessuale che a Franca venne inflitta, nel 1973, come oltraggio per la sua militanza politica.

Dario e Franca si erano incontrati a Milano, lui ragazzo geniale diviso fra Accademia di Brera e palcoscenico, lei nata in una famiglia di teatranti, bellezza strepitosa alla Marilyn Monroe. Si sposarono nella basilica di Sant’Ambrogio nel 1954. Jacopo, il loro unico figlio, nacque l’anno seguente. Fra Dario e Franca non mancarono le tempeste, i tradimenti e le separazioni: ma alla fine di tutto avevano creato un binomio capace di superare ogni ostacolo e rimasero legati sempre.

«Franca mi ha insegnato a fare il teatro», ha sempre detto Dario Fo, che dopo la sua morte confessava di sognarla frequentemente. L’omaggio più commovente ai funerali della moglie amata, davanti al Piccolo Teatro di Milano: la confessione «che finora non ho fatto, per gelosia, no, scherzo, e cioè che Franca Rame è stata l’autrice del nostro testo che in assoluto ha avuto più successo, “Coppia aperta quasi spalancata”». E la lettura di un brano apocrifo della Genesi, «l’ultimo testo che lei ha scritto. Parla di come Eva scelse, invece dell’immortalità, la conoscenza, la sapienza e l’amore per il suo uomo. E allora ben venga anche la morte».

Photo credits: Twitter

Redazione

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