Hildegard Lächert, una donna in carriera: dai vertici nazisti alla Cia

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Hildegard Lächert, nota per le sue efferatezze nei campi di sterminio, venne comunque arruolata dai servizi segreti americani per un breve periodo.

Il suo soprannome era «la sanguinaria Brygida», ma questo non le impedì di fare carriera: venne reclutata dalla Cia come agente Hildegard Lächert, guardiana delle SS nota per la sua brutalità. La notizia è stata diffusa dallo Spiegel, che cita proprio dei documenti della Cia. La storia è piuttosto controversa:
Lächert venne approcciata dai servizi segreti americani nel 1956, dopo aver trascorso un lungo periodo in carcere per scontare diverse condanne per i crimini commessi nel campo di sterminio di Majdanek. Era colpevole, tutti lo sapevano, ma alla Cia non interessava.

Le affidarono il compito di dare la caccia a un agente dei servizi polacchi sospettato di diserzione. Brygida era rinomata nell’ambiente per la sua incredibile ferocia: fece sbranare una donna incinta dal suo pastore tedesco, picchiò dei bambini mentre venivano portati alle camere a gas e fece annegare due prigionieri tra le feci di una fossa usata come latrina. Un curriculm tutt’altro che magro. Lächert trascorse anche qualche mese in Italia, impiegata nel campo di concentramento di Bolzano nel 1945. Lì si fece conoscere per la sua cattiveria, che le valse il soprannome di ‘tigre’.

Dieci anni più tardi, la Polonia la espulse definitivamente. Giunta a Berlino Ovest, la Cia decise di metterla alla prova. Secondo i report dell’epoca, la sua formazione da SS ne faceva il profilo ideale per rispondere ai criteri di sicurezza e segretezza necessari. Un curriculum perfetto, insomma. Alla fine, tuttavia, si rivelò una delusione Lächert: parlava troppo, in altri termini, e venne scaricata. Morì nel 1995, dopo una condanna a 12 anni di galera inflittale per i suoi terribili crimini. Non li scontò, a causa della detenzione cautelare precedente e se la cavò così, semplicemente.

Photo Credits: Twitter

Redazione

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