Mein Kampf: un compleanno amaro per Anne Frank

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Polemica e stupore all’alba dell’anniversario della realizzazione del diario di Anne Frank. In edicola con Il Giornale il Mein Kampf, testamento politico di  Adolf Hitler.

Vi sembrerebbe strano passeggiando per le pittoresche strade di Amsterdam imbattervi in un’edicola di fronte all’abitazione di Anne Frank che distribuisce gratuitamente il Mein Kampf, il testamento politico del suo assassino? In Olanda non sarebbe possibile, in Italia è successo proprio all’alba dell’anniversario della giovane eroina.

Anne Frank nasce da una famiglia ebrea che durante la Seconda Guerra Mondiale si trova costretta a vivere in clandestinità per sfuggire ai nazisti; lei e sette compagni vivono nascosti nella casa sul retro in Prinsengracht 263 ad Amsterdam. Dopo due anni questi profughi vengono trovati e deportati nei campi di concentramento. Il padre della giovane , Otto Frank, è l’unico degli otto inquilini dell’Alloggio segreto a restare in vita. Il diario che Anne ha scritto durante il questo terribile periodo di clandestinità la renderà celebre in tutto il mondo. In questi giorni ricorreva l’anniversario in cui le fu regalato Kitty, le pagine per cui ancora oggi viene ricordata; eppure nelle  edicole italiane veniva distribuito gratuitamente dal quotidiano Il Giornale un libro diverso.

Si tratta del Mein Kampf (“La mia battaglia”) , il testo che venne realizzato da Adolf Hitler durante il suo periodo di prigionia nel 1925; è un saggio attraverso il quale l’austro-tedesco espose il suo pensiero politico delineando il programma del partito nazionalsocialista in maniera autobiografica. Secondo la prefazione dell’edizione italiana edita da Bompiani, il Times, che pubblicò il volume a puntate, lo definì la «Bibbia laica» perché fornisce la giustificazione al credo politico di ogni nazionalsocialista insegnandogli la via della salvezza nazionale. Molte edicole nella penisola si sono rifiutate di distribuire il manuale, che a loro dire ledeva la sensibilità pubblica; anche sul web sono stati in molti a lamentarsi, elaborando teorie di complottismo politico, osservando come in un momento di grande instabilità del potere, diffondere gratuitamente un testo di tale impatto emotivo può essere pericoloso e deviante. Una domanda e un’osservazione però sorgono spontanee a questo punto: in un periodo così difficile per l’editoria in generale ed in particolare per la stampa periodica, è forse giusto togliere ai giornali la loro “marketing atout”? La risposta sembra scontata, eppure c’è ancora un’amara riflessione da fare: siamo stati tutti Charlie Hebdo quando esisteva un diritto di cronaca da difendere, oggi siamo tutti contro Alessandro Sallusti nonostante ci sia un diritto editoriale da tutelare.

Photo Credits: Facebook

Redazione

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