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“Io sono sempre l’altra”, compie 91 anni Liliana Segre, senatrice a vita testimone della Shoah

Gli auguri dal mondo istituzionale e politico come di tanti cittadini sui social. Lo scorso 9 ottobre l'ultima toccante testimonianza pubblica alla Cittadella della Pace di Rondine sull'Appennino

Compie 91 anni, oggi 10 settembre, la senatrice a vita Liliana Segre. La testimone della Shoah, sopravvissuta al campo di stermino nazista di Auschwitz, è presidente della Commissione straordinaria del Senato per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’aveva nominata senatrice a vita il 19 gennaio 2018 “per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale“.

Gli auguri dal mondo della politica

Buon compleanno Liliana che custodisci la nostra storia e ci fai sperare nel futuro, un grande bacio“, ha scritto in un post Facebook, il deputato dem Emanuele Fiano, figlio di Nedo Fiano, ebreo deportato ad Auschwitz e morto lo scorso anno. “Buon compleanno a una nostra concittadina – è il messaggio del sindaco di Milano, Giuseppe Salae a un punto di riferimento per la nostra comunità“. Il primo cittadino meneghino, ricandidato al prossimo turno delle Comunali, ha citato una frase della senatrice a vita. “Se si ammettono le parole dell’odio nel contesto pubblico, se si accoglie lo hate speech nella ritualità del quotidiano, si legittimano rapporti imbarbariti. Io l’odio l’ho visto. L’ho sofferto. E so dove può portare“. Sui social media sono stati tanti i cittadini che hanno fatto gli auguri alla Segre, compresi leader politici come l’ex premier Giuseppe Conte.

Segre, l’ultima testimonianza

Sono stata clandestina e so cosa vuol dire essere respinti. Lo si può essere in tanti modi”. Quasi un anno fa, lo scorso 9 ottobre Liliana Segre ha reso la sua ultima testimonianza pubblica. L’evento, al quale parteciparono fra gli altri l’allora Presidente del Consiglio Conte, la ministra dell’Istruzione Azzolina e il presidente della Camera Fico, si svolse al paese appenninico di Rondine, in provincia di Arezzo, presso la ong Cittadella della Pace.

Discriminata fin da bambina

Un giorno di settembre del 1938 – aveva raccontato la senatrice a vita – sono diventata ‘l’altra’ e non sono più potuta andare a scuola. Se si leggono a fondo le leggi razziali fasciste, una delle cose più crudeli è stata far sentire invisibili i bimbi“. “So che le mie amiche, quando parlano di me, dicono sempre ‘la mia amica ebrea’. Quando sono diventata l’altra e a 8 anni non sono più potuta andare a scuola, ero a tavola con i miei familiari, e mi dissero che non potevo più andare a scuola. Chiesi perché e ricordo gli sguardi di quelli che mi amavano e mi dovevano dire che ero stata espulsa perché ero ebrea. Molti miei compagni non si accorsero che il mio banco era vuoto”, ha proseguito.

La possibilità di uccidere l’aguzzino

Per un attimo – aveva raccontato descrivendo la fase finale della sua prigionia nel campo di sterminio di Auschwitz, a seguito della marcia forzata fuori dal lager nella primavera del 1945 – vidi una pistola a terra, pensai di raccoglierla (per sparare all’aguzzino nazista che si preparava a scappare, ndr.). Ma non lo feci. Capii che io non ero come il mio assassino. Da allora sono diventata donna libera e di pace con cui ho convissuto fino ad adesso. Non ho mai perdonato, come non ho dimenticato, certe cose non sono mai riuscita a perdonarle“.

Il cibo come un miraggio

Nel suo commosso intervento anche l’invito “non buttare il cibo. Ve lo dice una che non vedeva cibo per giorni“. “Nel mio racconto c’è la pena, la pietà per quella ragazzina che ero io e che adesso sono la nonna di quella ragazzina. So che è difficile vedendo una donna di 90 anni pensare che quella era una ragazzina. Nel settembre del 1938 sono diventata ‘l’altra’ e c’è tutto un mondo intorno che ti considera diversa. E questa cosa è durata sempre, io sono sempre l’altra”, aveva affermato.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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