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Covid: Italia bianca tranne la Sicilia. BioNTech ha pronto il vaccino per i bambini

L'Istituto Superiore di Sanità chiede più copertura vaccinale contro il virus. L'azienda tedesca vuole il via libera per il siero destinato ai piccoli fra i 5 e gli 11 anni con "dosi più piccole"

Giunta quasi alla metà di settembre, l’Italia fa i conti la pandemia di Covid del dopo estate. Sono soltanto 3 le Regioni e Provincie autonome a rischio moderato, contro le 17 della scorsa settimana. Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Bolzano devono fare più attenzione delle altre. Il resto dell’Italia è a rischio basso. I dati emergono dalla bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss. Tutto ciò non pregiudica il fatto che a restare in zona gialla, la prossima settimana, dovrebbe essere solo la Sicilia. Nessun altro territorio, al momento, cambierà colore. Tutto il resto del Paese, quindi rimarrà in zona bianca.

Terapie intensive a ricoveri in ospedale

Il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva negli ospedali è ancora in lieve aumento al 6,2%. Con il numero di persone ricoverate in aumento da 544 a 563 (il 7 settembre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale aumenta leggermente al 7,4%: il numero di persone ricoverate è cresciuto da 4.252 a 4.307. Continua a scendere l’indice l’Rt medio nazionale calcolato sui casi sintomatici di Covid. La trasmissibilità è stata pari a 0,92, al di sotto della soglia epidemica di 1.

Variante Delta e casi in aumento

La circolazione della variante Delta è prevalente in tutta Italia. Sono stati 5.522 i nuovi casi in Italia, ieri, e 52 le vittime. “Questa variante è dominante nell’Unione Europea – recita la bozza dl monitoraggio Iss – ed è associata a un aumento nel numero di nuovi casi di infezione anche in altri paesi con alta copertura vaccinale. Una più elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli rappresentano gli strumenti principali per prevenire ulteriori recrudescenze.” Le varianti emergenti, come la Delta già predominante – spiega l’Istituto superiore di sanità – presentano una “maggiore trasmissibilità” del Sars-CoV-2.

Tracciamento, regole e controlli

Per questo motivo le autorità sanitarie raccomandano “un capillare tracciamento e contenimento dei casi“. Ma non basta, occorre anche “mantenere elevata l’attenzione. E applicare e rispettare misure e comportamenti per limitare l’ulteriore aumento della circolazione virale“. Sul rispetto delle regole anti Covid sono intervenuti i Carabinieri dei Nas. I militari hanno condotto una campagna di controlli su tutto il territorio nazionale, in particolare presso terme, centri benessere e spa. Interessate complessivamente 628 strutture e attività: violazioni delle normative son state accertate in 95 di esse, pari al 15% del totale. Undici strutture sono state sospese a causa di gravi carenze. Mancato uso delle mascherine e assenza di sanificazione sono tra le infrazioni maggiormente segnalate.

BioNTech: “Vaccino ai bambini di 5 anni”

E mentre in Italia ci si avvicina al varo della terza dose di vaccino per gli immunodepressi, in Germania la Pfizer-BioNTech sta per chiedere l’autorizzazione a produrre vaccino anti Covid per i bambini dai 5 agli 11 anni. Si tratta dello stesso prodotto usato per gli adulti, ha spiegato al settimanale Der Spiegel la cofondatrice di BioNTech Ozlem Tureci. “Ma sarà somministrato in dosi minori e avrà bisogno di temperature meno basse” per la conservazione, ha precisato. Il tema è molto delicato perché coinvolge i minori e i più piccoli in particolare. l’Italia, ad esempio, è uno dei paesi a maggior vaccinazione per i bambini già oggi. Ed è tutto da chiarire il dibattito sull’opportunità di inoculare il siero anti Covid ai piccoli, aggiungendo un altro tassello a un libretto vaccinale già fitto.

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Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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